Milano è una città che si svela poco a poco. Una signora – anzi, una sciura – dall’avvenenza discreta, che passeggia schiva tra i cortili dei palazzi e le sartorie perbene. Milano non è immediata.

Non è – forse – la ragazza di cui ti innamori a prima vista. Non è Venezia, con la poesia dei suoi canali; non è Roma, con le vestigia del suo impero. Non è Firenze, con l’Arno e i Medici. Eppure, la sua bellezza è sorprendente.
Milano è complessa, sfaccettata: un’artista di multiforme ingegno, con una storia in continuo mutamento.

GUSTO

Il primo assaggio di Milano non si scorda mai. Inizia dal Duomo, con le sue 135 guglie che sembrano sculture di zucchero. Soffermati in Galleria Vittorio Emanuele, il salotto più prezioso, con i caffè sfarzosi e l’aperitivo del Camparino. Prosegui tra vicoli di Brera, dove sembra di vivere in paese e le botteghe sono sempre aperte. I simboli della cittàhanno un sapore dolce e familiare che rassicura e lenisce ogni affanno: provare per credere.

TATTO

La capitale dello stile italiano è tutta rappresentata qui, nelle boutique del Quadrilatero della Moda. Concediti un pomeriggio dedicato a “toccare con mano” il mito: il fruscio delle stoffe preziose sotto le dita, il piacere di provare un bel paio di scarpe o una borsa di lusso sono una coccola per gli occhi e per il tatto. Un po’ meno per il portafoglio: ma si sa che semel in anno licet insanire.

OLFATTO

Pare che l’olfatto sia il più antico e potente dei nostri sensi: il custode delle nostre memorie più arcaiche. Per questo, è bene “annusare” una città per comprenderne carattere e segreti.

Passeggia senza fretta lungo il Naviglio Grande, dove l’odore dell’asfalto e del pavé si mescola a quello dell’acqua del canale. Su tutto, l’aroma di cucina dei tanti ristoranti con i tavoli all’aperto. Raggiungi la Darsena, con il mercato comunale che profuma di street food e spezie orientali, ossobuco e frutta esotica. Al tramonto, siediti a uno dei tavoli del bar Vista Darsena e goditi un cocktail in riva alla banchina.

UDITO

Qual è il suono di Milano? Cercalo in via Paolo Sarpi, cuore di Chinatown, con il suo melting pot culturale che è emblema di integrazione e rinnovamento.

Qui voci, lingue e tradizioni si incontrano e si fondono. Il tintinnio dei bicchieri alle Cantine Isola, antica enoteca della zona. Lo sfrigolare dei wok e il legno delle bacchette. Lo sferragliare del tram, caratteristico rumore di fondo cittadino. Il vociare dell’onnipresente fila davanti alla Ravioleria che bolle a ciclo continuo ravioli cinesi fatti con la carne dell’adiacente e storica macelleria Sirtori.

VISTA

L’unicità di Milano risiede probabilmente nella sua attitudine a evolversi e a mutare pelle molto rapidamente, senza mai dimenticare le proprie origini. Per questo, è bene osservarla con sguardo e mente aperta.

Dall’alto di uno dei nuovi grattacieli ed edifici avveniristici di Porta Nuova e CityLife. Dalla terrazza del nhow Fashion & Design Hotel nel cuore della zona Tortona, il quartiere dedicato alla creatività, dove è stato da poco inaugurato il Mudec – Museo delle culture.
Dalle panchine di piazza Gae Aulenti, dove i bambini si divertono tra i giochi d’acqua delle fontane e gli adulti si godono il sole. Che a Milano – alla faccia della proverbiale nebbia – splende molto più spesso di quanto si possa immaginare.

Fonte: Vanityfair.it